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Disegno
 
Il disegno “a vaso”
Il grazioso motivo del vaso di fiori, del quale si ha una conoscenza piuttosto limitata, probabilmente è nato al tempo di Shàh-Abbàs il Grande.
L’iconografia di questo genere di tappeto spesso ci presenta il campo suddiviso in tanti spazi romboidali o quadrati per mezzi di arabeschi e tralci fioriti, cosi che Ia zona principale del tappeto assume l’aspetto di un reticolato, quasi un merletto in cui al centro di ogni casella è stato disegnato un vaso ricolmo di fiori o un bouquet.
I tappeti con decorazione “a vaso” si classificano come segue: tappeti con motivi a foglie lanceolate, arabeschi o Mehrab con vasi di fiori, tappeti a scacchiera o con medaglioni. In alcuni casi, gli schemi “a vaso” includono anche file di animali o di cacciatori a cavallo.
Gli esperti sono convinti che tappeti in questo stile furono lavorati a Kermàn, Kàshàn, Yazd, Esfahàn, Tabriz ed Haràt. Riguardo alle origini del disegno, studiosi quali Kurt Erdmann e Charles Ellis ritengono plausibile una derivazione caucasica; per Arthur Pope, invece, il disegno nasce a Josheghàn e, a conferma della sua tesi, cita un altro tappeto appartenente al mausoleo di Shàh-Abbàs, caratterizzato appunto da una decorazione “a vaso” e probabilmente opera di Ne’matollah-Josheghàni.
Sempre il Pope afferma che anche molti tappeti cosidetti “polacchi”, di cui ci occuperemo più oltre, provengono da Josheghan. Oggi è possibile ammirare esempi di tappeti con decorazione “a vaso” nei più grandi musei di tappeti del mondo, a New York, Amburgo, Parigi, Milano, Vienna, Tehran.


Il disegno di scene di caccia
Un tappeto decorato secondo i canoni di questo stile, generalmente rappresenta scene di caccia e dell’ambiente naturale. Questi motivi vengono riproposti, a volte, anche negli angoli e nel medaglione.
Prevalentemente di seta, i tappeti con scene di caccia provenivano in gran parte da Kàshàn. Si stima che i tappeti attribuiti all’epoca safavide e caratterizzati da questo modulo decorativo, siano in tutto diciotto, quattordici dei quali di piccole dimensioni (cm 250x150 circa).
Per conoscere meglio le caratteristiche di questo stile, prenderemo in esame uno degli esemplari di maggiori dimensioni e cioè il tappeto del museo di Vienna (Osterreichisches Museum für Angewandte Kunst) il famoso “Scene di caccia”, segnalato fra i tappeti di tutto il mondo per Ia sua bellezza ed eleganza.
Il manufatto in questione, senza dubbio un capolavoro deIl’arte della tessitura, è certamente il pezzo più elegante e raffinato prodotto in epoca safavide. II numero dei nodi corrisponde a circa 1.270.000 al metro quadrato. Trama, ordito e vello sono di seta pura e iI tappeto misura centimetri 680x320.
Tutti gli esperti del settore sono concordi nell’attribuire il disegno di questo capolavoro incomparabile a un’idea di Sultan Mohammad, pittore ufficiale alla corte di Shàh-Tahmàsp e allievo del celeberrimo Behzàd.
II campo di questo tappeto reca animali come leoni, asini selvatici e altri, che pascolano vagario tra alberi e cipressetti, mentre un certo numero di cacciatori a piedi o in sella è intento al loro inseguimento e in procinto di catturarli.
Un medaglione a otto punte di colore verde, un campo color vinaccia tendente al rosa, e un bordo color rosso lacca, conferiscono grande serenità e dolcezza all’insieme, che risulta di un’affascinante armonia e di un equilibrio di tinte senza uguali.
Il disegno dell’albero e del cespuglio
Nel secolo XVI, grazie alI’introduzione dello schema “a medaglione”, delle figure di animali, di alberi e del cespuglio, il disegno godette di una nuova fortuna e divenne noto con la denominazione di “Motivo dell’albero e del cespuglio”.
Taluni dei tappeti concepiti secondo i canoni di questo stile sono caratterizzati da un disegno monodirezionale, che cioè può essere guardato da un solo lato poiché dal lato opposto le figure degli animali e degli alberi appaiono rovesciate.
Altri manufatti hanno un disegno di tipo bidirezionale in cui tutte le figure, gli alberi, i cespugli e gli animali sono ordinati in modo tale che si possa guardare iI tappeto da entrambi i lati senza scorgere alcuna differenza.
Il miglior esempio di questo stile, risalente al periodo safavide, è costituito nel Museo di Filadelfia e originario del Kordestàn. Un altro si trova al Metropolitan Museum di New York.


Il disegno Haràti
Il disegno Haràti è originario della città di Haràt, appartenente in passato al Khoròsòn e attualmente in territorio afghano. Secondo il parere degli storici ed esperti dell’arte della tessitura, Haràt, capitale dei Timuridi, era in Persia il maggiore centro di produzione di tappeti. II modulo “foliato” del disegno Haràti è composto da una coppia di foglie lanceolate, sulla cima dei quali spunta un fibre. L’insieme di foglie e fiori si ripete su tutto il campo principale del tappeto. II motivo Haràti è anche detto “Màhi” (pesce) e, ove le dimensioni del disegno siano ridotte, assume il nome di “Khorde mahi”(piccolo pesce).
Nei tappeti Haràti il bordo è talvolta decorato da un motivo ben distinto dal fondo del tappeto: in esso prende Ia forma Ia figura di una teiera, elemento fondamentale e prevalente in tutto ii disegno. Generalmente lo schema dei tappeti floreali Haràti è privo di figure di uccelli e di animali, che compaiono solo molto raramente.
Citiamo fra tutti una coppia di tappeti divenuti famosi col name dell’imperatore Pietro il Grande di Russia, che Ii donò a Leopoldo I d’Austria. Attualmente si trovano uno al Metropolitan Museum di New York e l’altro a Vienna. lndiscutibile è l’influenza esercitata dalle figurazioni Haràti, con le sue foglie circolari e i bordi raffinati e ricchi di particolari, sulla lavorazione dei tappeti di altri centri di tessitura iraniani come l’Azarbàijàn, il Kordestan, Hamedòn e le regioni centrali del paese. Tuttora, in molte di queste zone, in alcuni paesi europei, in India e in Pakistan si producono tappeti sulla base di questo modello.


Il disegno a giardino
In questo disegno, cosi come avvenne nella rappresentazione classica di un giardino persiano, il campo è suddiviso in quattro parti uguali da alcuni ruscelli d’acqua “Chàhàr-bàgh” (quattro giardini). I ruscelli, passando attraverso una seria di piccole piscine regolarmente distanziate, confluiscano in una vasca al centro del giardino, corrispondente al centro del medaglione del tappeto.
In queste piscinette, nella vasca centrale e nei ruscelli vagano libere papere e pesci dai colori naturali, che spiccano sull’azzurro pallido a sul beige del campo del tappeto.
NelI’area dei quattro piccoli giardini si intrecciano, in un piacevole gioco, tralci fioriti e alberi, sui rami dei quali alcuni uccelli riescono a rendere l’idea della vitalità della natura.
A volte i tappeti a quattro giardini sono decorati col motivo del Meheràb. II Meherab è una nicchia riservata alla preghiera dell’ Imam; è presente in ogni moschea, ed è sempre orientata versa Ia Mecca.
In altri tappeti invece, il campo è diviso in sei parti, avendo due vasche centrali anziché una. Questi tappeti, tessuti intorno al XVII e XVIII secolo, provengono da Kermàn, ma esistono esemplari di tappeti a giardino decorati con disegni geometrici, originari del Kurdistàn. Vale qui Ia pena di ricordare che le immagini di giardini, fioni, alberi, vasche, corsi d’acqua e uccelli sono il riflesso della passione e del legame che il popolo persiano - poeta per indole e amante del bello- nutre per le manifestazioni gioiose della natura che spesso non è ammesso a godere, abitando per Ia più in zone semidesertiche.


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