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Nà’in |
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Nà’in si trova sulla strada
fra Esfahàn e Yazd, ai margini del deserto
centrale.
La notorietà di questa città negli anni passati
era legata alla produzione molto fine di ‘Abà,
una tunica senza maniche in lana di cammello; ma
negli ultimi settant’anni, da quando cioè il
governo centrale vietò l’uso dei costumi
tradizionali e quindi anche quelio degli ‘Abà, i
tessitori di questi capi di vestiario,
improvvisamente rimasti senza lavoro, si
dedicarono alla tessitura dei tappeti. II
prodotto artigianale di questi nuovo arrivati
nell’industnia della tessitura del tappeto
persiano fu un manufatto raffinato ed elegante
che ebbe subito una grande fortuna nei mercati
nazionali e in quelli stranieri.
Inizialmente Ia decorazione dei tappeti di Nà’in
era simile a quella ricorrente nei tappeti dei
Bakhtiàri, di Yazd e, soprattutto di Esfahàn;
solo dopo Ia seconda guerra mondiale riusci a
trovare uno stile proprio e caratteristico che
le permise di collocarsi degnamente nel
complesso ambito dei tappeti persiani.
Carattenistica fondamentale dei tappeti di Nà’in
e l’uso costante dei colori dai toni freddi.
Prediletti sono infatti il bianco, il blu,
l’azzurro cielo, il beige e ranamente il rosso.
Per quanto riguanda le misure, esse vaniano dal
tappeto poshti ai tappeti più grandi.
Trama ed ordito di questi manufatti sono di
cotone, il vello è di seta, di lana, oppure di
entrambi i mateniali: in quest’ultimo caso Ia
seta è utilizzata per Ia realizzazione dei
contonni dei fiori e delle foglie. Sui tappeti
di Nà’in i disegni più rappresentati dono il
motivo di Shàh — ‘Abbàsi a tutto campo, strisce
di corna di cerbiatto e animali, il motivo di
Shàh — ‘Abbàsi con medaglione e angolani, Bàzu —
Bandi.
Inoltre i tappeti di Nà’in sono annodati con
nodi pensiani il cui numero varia da duecento
cinquantamila a un milione al metro quadrato.
Per classificare qualitativamente i tappeti di
Nà’in si usano le espressioni Shesh — Ià e Ia
Noh — Ià: quando, svolgendo al contnanio uno
degli orditi del tappeto, esso si divide in tre
fili, il tappeto è detto “Noh-Ia”, mentre, se si
divide in due soli fili, il tappeto è detto “Shesh-Ia”,
ed è ovviamente quest’uItimo il più pregiato. |
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